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Il sequestro di Aldo Moro ha segnato la fine di una generazione, la sua morte il tramonto della Repubblica. Marco Damilano ha deciso di tornare a quell'istante, per indagare le traiettorie che, a partire da uno dei capitoli più cupi della storia italiana, si sono dispiegate fino a oggi. Con l'aiuto delle carte personali di Moro, in gran parte conservate nell'archivio privato di Sergio Flamigni e non dallo stato, e rimaste inedite, getta luce sul punto in cui la drastica interruzione di una stagione politica si incontra con le vicende personali di una generazione, che tra il 16 marzo e il 9 maggio 1978 assiste alla fine di un'epoca. Dopo via Fani, secondo Damilano, comincia la lunga fine della Prima Repubblica. Un racconto autobiografico che attraversa la dissoluzione della DC, la morte di Berlinguer, la caduta del Muro, Tangentopoli e la latitanza di Craxi in Tunisia, fino all'ultima stagione, inaugurata dalla sua metafora televisiva: il Grande Fratello. Arriva a Berlusconi, a Grillo e a Renzi, i protagonisti di una politica che da orizzonte di senso e di speranza si è fatta narcisismo e nichilismo, cedendo alla paura e alla rabbia. Con: Marco Damilano (direttore L'Espresso)Marco Damilano

ep. 5: Chi ha le bobine di Aldo Moro? Come mai vengono ancora tenute nascoste? Dal ritrovamento del suo cadavere nella R4 rossa, in via Caetani, fino alle indagini del Generale Dalla Chiesa e all’anomalia del "memoriale Moro", in quest'ultimo appuntamento con Gero Grassi e con #theMOROfiles riviviamo le ultime ore di vita del Presidente della DC ed i quarant'anni di indagini che hanno seguito quei momenti, dimostrando come la realtà dei fatti smentisca del tutto la verità di comodo che - ancora oggi - viene propagandata attraverso i media di regime.

Ep. 4 - Perché lo Stato non trattò con le BR per la liberazione di Aldo Moro? Durante i 55 giorni della sua prigionia, episodi scandalosi e inquietanti si susseguono fra attese logoranti e momenti concitati. Gli interessi delle maggiori potenze mondiali si intersecano in via Gradoli imponendosi con prepotenza sulle vicende italiane. Il quarto appuntamento con Gero Grassi aggiunge nuovi tasselli al quadro giudiziario emerso dalla Commissione Moro 2.

“Il Puzzle Moro”. Giovanni Fasanella, dopo 40 anni di indagini giornalistiche, completa il puzzle della parabola politica di Aldo Moro, mettendo al loro posto i tasselli mancanti. Attraverso nuovi documenti “scovati” negli archivi Britannici e Italiani, porta prove forti a sostegno delle sue tesi. Nel 1976 la Gran Bretagna progettò un vero e proprio tentativo di colpo di Stato per contrastare la politica di Moro, che fu poi accantonato per le resistenze di altri paesi. Il Ministero dell’Interno e i nostri servizi segreti conoscevano i membri delle BR fin dalle origini. 

Ep. 3 - Il 16 marzo del '78 noi ragazzi, poco più che ventenni, vissuti senza l'incubo della guerra, vissuti nella libertà e nella democrazia, diventiamo immediatamente vecchi e iniziamo ad avere paura del futuro. Gero Grassi racconta il rapimento di Aldo Moro, avvenuto alle 9 del mattino del 16 Marzo 1978, in via Fani.

Ep 2 - Dalle minacce del Presidente Usa Harry Kissinger fino all'incrocio tra via Fani e via Stresa a Roma, la strada è breve ma disseminata di angoli oscuri.. Oggi non più così scuri. In questo secondo appuntamento con Gero Grassi vengono alla luce le condizioni e le persone che hanno portato Aldo Moro e la sua scorta verso una sorte annunciata da segnali espliciti deliberatamente ignorati.

EP 1 - Dagli inizi, alla fase dello stragismo, fino all'avvertimento ufficiale di Kissinger.

Gero Grassi racconta i fatti emersi dal lavoro della Commissione d'inchiesta sull'eccidio di via Fani, sul rapimento e la morte di Aldo Moro, smontando, pezzo per pezzo, la versione conosciuta negli ultimi 40 anni.
Componente della Commissione d'inchiesta sull'eccidio di via Fani, sul rapimento e la morte di Aldo Moro, dopo essere stato presentatore e relatore della proposta di legge istitutiva della Commissione stessa.

Il Generale in pensione dell'Arma dei Carabinieri, Nicolò Gebbia, parla della pervasività delle infiltrazioni massoniche, a tutti i livelli, e rivela che durante la guerra del Golfo la città di Nassiriya venne risparmiata grazie al fatto che Silvio Berlusconi e Bush jr. appartenevano alla stessa Ur Lodge.

LA STRATEGIA DELL'INGANNO 1992-93. LE BOMBE, I TENTATI GOLPE, LA GUERRA PSICOLOGICA IN ITALIA. CRESCERE INFORMANDOSI intervista, la scrittrice e giornalista de "Il Fatto Quotidiano" , STEFANIA LIMITI in occasione della recente presentazione del suo ultimo libro "La strategia dell'inganno. 1992-93. Le bombe, i tentati golpe, la guerra psicologica in Italia.". Un libro che ci riporta indietro di circa 25 anni. L'attenzione del libro si concentra sul biennio 1992-93 due anni ancora oggi molto misteriosi e con una serie di episodi che poi spianarono l'avvento della cosiddetta seconda repubblica. Sono di quegli anni gli attentati a Firenze in Via dei Georgofili, a Roma davanti alle chiese a San Giorgio al Velabro ed a San Giovanni in Laterano, a Milano in Via Palestro, l'arresto di Riina, l'omicidio di Salvo Lima, gli omicidi di Falcone e Borsellino, i due tentativi di golpe, il dilagare di Tangentopoli e tutta un'altra serie di fatti che l'autrice riesce a legare individuando un unico filo conduttore...

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