Video reportage di Claudio Bernieri- Metti una sera in via Padova, a Milanistan, tra scantinati trasformati in moschee e centri sociali. Tutti ad ascoltare il consigliere di Putin, lo scrittore e filosofo Aleksander Dugin che presenta il suo libro “Putin contro Putin” ( Ed. Aga).“ Il centro del mondo è in questi giorni Roma, con Di Maio e Salvini e il loro populismo integrale, vittoria metafisica del popolo italiano .Salvini risponde a tutte le sfide, è un successo mondiale : lui è un leader populista positivo .E’ il pensiero di Putin, che è un fan di Salvini.

 

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Tutti in Russia tifano per lui.In Italia Soros e i globalisti stanno perdendo la partita… Putin ha una grande simpatia per Salvini. Ora in Europa è un momento decisivo , si prospetta una vittoria radicale del popolo sulla elite ultraliberale” Dicono che sia la mentre di Putin. Ideatore del nazionalbolscevismo, Dugin esalta i valori tradizionali contrapposti ai valori liberali che stanno portando il mondo verso caos e guerra .Alcuni analisti definiscono Putin un patriota, altri un liberale. Rimane la domanda: “Chi è Putin?”. Dugin da via Padova cerca di dare una frisposta: “ Vedo una grande Europa da Lisbona a Vladivostok”, con un asse Mosca- Pechino5. E una forte Unione Eurasiatica” . Inventore della “Quarta Teoria Politica “ ( dopo liberalismo, fascismo , e comunismo ecco la Tradizione), Dugin paragona Putin all’imperatore Augusto, leader della resistenza alla post modernità e alla turbo-globalizzazione “Putin somiglia a un funambolo su una corda tesa attraverso un precipizio. Ora è di fronte a un doloroso dilemma: quale dire- zione prendere? Verso il passato o verso il futuro? “ ci dice Dugin in questa intervista:”Per gli USA, una buona Russia è una Russia fragile: una Russia ripiegata su se stessa, debole, divisa, quasi morta, un “buco nero”, come la definì Zbigniew Brzezinsky. . Il 71% dei Russi pensa che la Russia appartenga ad una civiltà a sé stante, “eura- siatica” e ortodossa, e che qualunque sviluppo in una direzione filo-occi- dentale non vada bene per il Paese. Stimolato da Adriano Scianca, il dibattito ha visto duettare Dugin con il filosofo post marxista Diego Fusaro.«I signori della mondializzazione con il loro clero intellettuale giornalistico di accompagnamento stanno disgregando tutti i fondamenti della vita etica». Parla futurista; di turbocapitalismo apolide, di «globalizzazione linguistica», «contronarrazione demofila». Una neolingua che affascina il foltissimo pubblico di editori ( Maurizio Murelli , Andrea Scarabelli) e politologi presente in sala.

 

 

 

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