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Il più grande dispiegamento in Europa di forze americane dopo la fine della Guerra Fredda è in atto: il Defender Europe 20. Ma dietro la giustificazione ufficiale di proteggere l’Europa da “qualsiasi potenziale minaccia”, ci sarebbero, secondo il giornalista Manlio Dinucci, tensioni americane con la Russia e l’obiettivo di convertire, a spese degli stessi Paesi europei, tutta la mobilità civile in militare (infrastrutture, reti di trasporto) in accordo con la Nato e l'Unione europea.

Le scorse settimane, prima dello scoppio della crisi in Medio Oriente con l'attacco Usa a Baghdad che ha ucciso il Generale Maggiore e comandante della Forza Quds del Corpo di guardie della rivoluzione islamica iraniana (IRGC), Qassem Soleimani, e Abu Mahdi al-Muhandis, il secondo in comando delle Unità di mobilitazione popolare irachena (PMU), lo storico giornalista, direttore di PandoraTV, Giulietto Chiesa, insieme al direttore di ANTIMAFIADuemila Giorgio Bongiovanni, che ha moderato l'incontro, ha tenuto una lezione di geopolitica assieme ai giovani del movimento culturale internazionale Our Voice.
Un appuntamento che proponiamo ai nostri lettori diviso in tre parti. Diverse le tematiche approfondite con un denominatore comune: la crisi dell'impero occidentale capitanato dagli Stati Uniti, che si riverbera in altre zone del pianeta. "L'occidente è in crisi, non trova soluzioni e quindi diventa nervoso non avendo la situazione sotto mano". Un "nervosismo" che ha portato ad un intervento diretto o indiretto all'interno di certi Paesi in cui la linea politica non risulta corrispondente ai diktat occidentali. Ma chi ha stabilito questi diktat? Chi si cela dietro alle trame che hanno devastato l'est Europa e il vicino Oriente? Secondo Chiesa i cosiddetti "padroni universali", "un gruppo di potenti tra i quali troviamo i grandi banchieri della Federal Reserve che dominano il mercato mondiale il prezzo del petrolio, la valuta del dollaro e tanto altro".

Finanza malvagia, mala informazione, brexit - Simone Lombardini

Ospite di Carlo Savegnago SIMONE LOMBARDINI dell’Università di Genova, esperto di politica internazionale, membro del comitato nazionale “No guerra No NATO”

“Scientocrazia: la scienza come vincolo esterno (parte II)” è il nome dell'incontro tenutosi il 14 dicembre presso il Symposion di Roma. A introdurre la conferenza Maria Micaela Bartolucci, insegnante e co-fondatrice di “Frontiere” un blog di idee contro la mondializzazione.

Il 20 novembre, nell'ambito del Caffè Letterario Horafelix a Roma, Byoblu ha ripreso l'incontro "Scientocrazia: la scienza come vincolo esterno", introdotto da Maria Micaela Bartolucci, in cui sono intervenuti in qualità di relatori:
- Enzo Pennetta - La scienza come dogma: un percorso storico;
- Paolo Gibilisco - Unire dietro la scienza: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare tramite l'ossicitina;
- Pier Paolo Dal Monte - Biopolitica o zootecnia? La dottrina della doppia verità.

Aleksandr Dugin è uno dei pensatori più influenti del pianeta. Filosofo dalla cultura erudita, viene spesso dipinto dai media occidentali come il "Rasputin di Putin".

Appuntamento con i temi di geopolitica, i fatti internazionali e le breaking news più importanti del mese. Ospite di Carlo Savegnago SIMONE LOMBARDINI dell’Università di Genova-Dipartimento Ricerca, esperto di politica internazionale, membro del “Comitato No guerra No NATO”.

"Questa #sinistra non pensa più al conflitto tra #capitale e #lavoro, è una sinistra #globalizzata che flirta con #banche e poteri forti. Io non sono di sinistra, sono #comunista".

A 'Lavori in corso' è intervenuto #MarcoRizzo, segretario del Partito Comunista.

Operazioni nucleari in Italia; ecco quello che ci viene nascosto
L’aggiornamento mensile sui principali fatti di politica internazionale, ospite SIMONE LOMBARDINI del dipartimento di economia dell’Università di Genova, esperto di politica internazionale e membro del comitato “No guerra no NATO”

Globalizzazione o globalismo? Sovranità o sovranismo? Identità o multiculturalismo? Libertà o liberalismo? Federalismo o nazionalismo?
Per capire dove sta andando il mondo occorrerebbe fermarsi a riflettere e provare a osservare il mondo con gli occhi di un filosofo, esaminare “l’agire umano nell'ambito assoluto ed esclusivo del divenire storico”, interpretare i segnali sociali, economici, geopolitici che sembrano andare in direzioni opposte: da una parte la volontà di accentrare sempre più potere strategico e finanziario nelle mani di pochi soggetti (privati) o istituzioni (autonominatesi) e dall’altra le spinte dei popoli al cambiamento, certificate dai risultati elettorali che ovunque hanno lasciato spiazzate le élite.

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