L'inizio del convegno "Le 3 crisi europee" è stato dedicato alle allarmanti notizie che arrivano in questi giorni dall'Europa: in Polonia l'arresto di Mateusz Piskorski, leader del partito di opposizione "Zmiana" (Cambiamento) . Negli stessi giorni il fermo di Aleksandr Dugin presso l'aeroporto di Salonicco, ordinato dalla magistratura ungherese. Tutto ciò accade nel silenzio generale dei media europei.

Tratto dalla collana "I corpi speciali" prodotta dalla BBC.

Varsavia, (askanews) - A sorpresa Andrzej Duda, candidato dell'opposizione conservatrice, si è aggiudicato il primo turno delle elezioni presidenziali in Polonia, sconfiggendo il presidente uscente Bronislaw Komorowski, dato per favorito alla vigilia. Il ballottaggio si terrà il 24 maggio, ma viste le premesse Duda ha buone possibilità di affermarsi.

Quello che è successo due giorni fa in Russia sortisce gli stessi effetti di un vero e proprio colpo di stato che azzera i vertici di un paese membro dell'Unione Europea. Se i rapporti tra la Polonia e il regno di Vladimir Putin, infatti, fossero improntati ad una solida cordialità, non ci sarebbe motivo di dubitare circa le dinamiche della tragedia occorsa sui cieli di Smolensk. Tuttavia, la Polonia è sempre stata considerata dalla Russia come una provincia romana sulla quale estendere la propria influenza ed allungare la zampetta, un po' come fa il gatto con il topo quando quest'ultimo tenta di riguadagnarsi la libertà. E non è necessario risalire alla seconda guerra mondiale per leggere con chiarezza le dinamiche in gioco: è sufficiente guardarsi alle spalle di una manciata di mesi.

Ma nessuno lo fa. Quindi, come al solito, armiamoci di tanta buona volontà e rimbocchiamoci le maniche. Vedrete che la strada è in discesa.

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