Quando Platone descrive lo schiavo che si volta per uscire dalla caverna, la chiama “rivoluzione dolorosa”. Rivoluzione è l’atto di voltarsi e cambiare prospettiva. Dolorosa perché, se sei abituato alle catene, la prima sensazione che hai quando te ne liberi è di sofferenza, perché quando acquisiamo conoscenza la prima terribile ricompensa è quella di accorgersi della propria sterminata ignoranza.

 

You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video

 

Quando poi con i tuoi atti testimoni che “si può fare”, diventi il nemico di tutti coloro che stanno benissimo nel sentirsi dire cosa devono fare e che hanno dunque il grande vantaggio di poter imprecare contro la pioggia incessante e il governo ladro. È questo il vero salto quantico descritto dal perugino Nicola Donti, storico della filosofia, nel suo intervento tratto dal convegno "Flusso della vita e naturale capacità di amare" organizzato da UNIALEPH a Camogli lo scorso 7 aprile.

Davvero si può credere che l’uno percento di chi detiene il novantanove per cento della ricchezza mondiale voglia cambiare? Sembra un luogo comune, ma mon possiamo aspettare che gli altri cambino: la vera rivoluzione parte da noi stessi.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.