Valerio Malvezzi si rivolge ai mercenari del neoliberismo, ai loro pasdaran e ai loro guardiani, ed elenca una per una tutte le accuse che ogni cittadino vittima del loro sistema di controllo pervasivo e maniacale dell'informazione e del pensiero, della finanza, della produzione, dei servizi e della politica, esprimerebbe se potesse avere la stessa lucida capacità di mettere in fila tutte le "maledette colpe" che hanno prodotto una società snaturata, sempre più simile a una macchina spietata (e inefficiente) e sempre più lontana dagli esseri umani di cui è composta.

 

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Venti minuti vissuti col cuore, più che con la testa: un incalzante fluire di parole che potrebbero essere state pronunciate in una scena di qualche film cult, e che nobiliterebbero un'aula parlamentare, unite le une alle altre in quello che si potrebbe tranquillamente definire "il discorso del secolo", per la sua capacità di riassumere e cucire insieme l'essenza di tutte le colpe del neoliberismo.

 

 

 

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